RISTRETTI ORIZZONTI

La prigione ha segnato la mia infanzia: per cinque anni, in età molto giovane, io mia madre mia sorella e la mia nonna paterna abbiamo viaggiato per l’Italia per condividere un’ora di colloquio con mio padre, ai tempi detenuto politico nel processo “7 Aprile”. Una volta uscito dal carcere mio padre ha sigillato il suo vissuto quotidiano di quegli anni nel silenzio e per me è restato un pezzo mancante a cui dare forma.

Dopo quasi vent’anni ho iniziato il progetto RISTRETTI ORIZZONTI con l’intento di fotografare, ove possibile, le carceri in cui ricordo  di essere stata da bambina, per interpretare i miei ricordi di allora, che come istantanee, si soffermano su dettagli, tonalità di colore, atmosfere e fantasie.